Giornata di digiuno e veglia di preghiera per i missionari martiri
La memoria dei martiri missionari attraverso la preghiera della Chiesa, è un momento forte per non dimenticare e per vivere la Speranza. Ecco perché la Chiesa ha fissato la data del 24 marzo come giornata di ricordo e celebrazione dei suoi missionari martiri. Martedì 24 marzo 2026 nella chiesa San Michele Arcangelo di Brondolo si tenuta la veglia in memoria dei missionari martiri. Un vivo ringraziamento alla Comunità Cristiana Sinodale della Madonna della Navicella e di San Michele Arcangelo, che hanno accolto e collaborato alla buona riuscita della veglia di preghiera, grazie a Daniele Ballarin che con semplicità e simpatia ha catturato la nostra attenzione e dato testimonianza di quanto il Signore ha compiuto in lui grazie anche il percorso vissuto nella comunità Cristiana in cui è cresciuto e che oggi ha ricevuto la sua testimonianza. Riportiamo le parole di un parrocchiano.
Una vita donata dà frutti eccezionali!
La veglia in ricordo dei missionari martiri si è svolta nella chiesa di San Michele Arcangelo di Brondolo.
La chiesa era piena di ragazzi e giovani scout e del catechismo.
Il coro numeroso della navicella ha animato il momento.
Era presente il vescovo. Preparata molto bene la veglia, è stata molto toccante e coinvolgente soprattutto nel ricordo dei missionari morti nell' anno 2025 di cui sono stati letti i nomi.
Ma la testimonianza che tutti aspettavamo era quella del nostro parrocchiano Daniele Ballarin che partito dall' esperienza dello scautismo e dell' animazione estiva in parrocchia ha poi fatto della sua vita un dono nella comunità missionaria del SERMIG di Torino.
Ha detto tra le altre cose: quando ero all' itis mai avrei pensato di diventare monaco e di avere la gioia di custodire una basilica come Superga.
Che il Signore ci accompagni sempre nell' avventura della vita e ci faccia aprire gli occhi per non fermarci solo alle cose.
Che ci parlano di morte ma per godere dei frutti che in abbondanza ci vengono elargiti.
Grazie Daniele
Grazie suor Ada Nelly.
Paolo Casson
